PREVISIONE PER LE FESTIVITÀ PASQUALI

E TENDENZA SUCCESSIVA

Venerdì 30 marzo ore 16:00

Pasqua

Prima di cliccare sul video in basso, vi invito a leggere questa importante riflessione del meteorologo Andrea Corigliano di seguito riportata. 

 Premessa di Andrea Corigliano 

fisico dell'atmosfera con specializzazione in meteorologia
andrea c
Le “visioni” del tempo sulle festività pasquali che sono circolate da inizio marzo hanno proposto scenari anche molto discordanti tra di loro, addirittura diametralmente opposti nel momento in cui si è diffusa prima la notizia di una Pasqua all’insegna di freddo e neve, seguita poi da una notizia che prometteva una Pasqua all’insegna dei 30 °C. Man mano che l’orizzonte temporale si è accorciato e siamo entrati nell’intervallo in cui si inizia ad apprezzare un miglioramento dell’attendibilità della previsione, la modellistica numerica ha invece dato sempre più credito ad un tipo di tempo tipico della primavera e cioè caratterizzato dalla variabilità. I due scenari “estremi” tanto sbandierati e cliccati si sono persi per strada, immersi come erano in quel labirinto atmosferico che non perdona se non si fanno i conti con il caos che governa tutti gli scenari possibili ed equiprobabili. Non credo che la lezione sia servita, perché non è la prima volta che assistiamo a questa farsa di prevedere il tempo a 15 giorni e non sarà nemmeno l’ultima: certa meteorologia commerciale fa di questo modus operandi il proprio cavallo di battaglia perché è l’unico che, in poco tempo, porta profitto. Non c’è bisogno di analizzare la situazione, non c’è bisogno di studiare la probabilità associata agli scenari e non c’è bisogno, soprattutto, di aspettare che la scienza ti dica: “Va bene, ora possiamo sciogliere la prognosi”.
Se questo fosse un modo corretto di trattare la meteorologia e di comunicarla, ognuno di noi potrebbe sentirsi libero di fare il meteorologo. O meglio, l’indovino del tempo. Chiunque di noi potrebbe infatti arrivare anche a inventarsi una previsione di sana pianta senza consultare un modello di previsione, alzarsi per esempio la mattina e affermare che tra venti giorni saremo interessati da un’ondata di caldo, salvo poi inventarsi sempre che quello scenario non è più credibile e magari affermare tre giorni dopo che al posto del caldo arriverà un’intensa perturbazione. Lo so, viene da ridere, ma se ci pensiamo bene nella realtà succede proprio questo. Tra l’altro, non ci accorgiamo della gravità del problema se non facciamo un paragone con la medicina. Non credo che faccia ridere, per esempio, sapere che c’è un medico che oggi dice al proprio paziente che si deve curare con un medicinale salvo poi ripensarci e tre giorni dopo sostituirglielo perché aveva sbagliato diagnosi. Non credo che faccia ridere, per esempio, sapere che quello stesso medico diagnostica una malattia senza aver prima prescritto accertamenti e analisi specialistiche. Non credo, infine, che un paziente abbia nulla in contrario a seguire la prassi scientifica dettata dal medico, cioè da un professionista, prima di conoscere il proprio stato di salute. Ma se pensiamo al meteorologo come al “medico dell’atmosfera” che deve diagnosticare il futuro stato del tempo e lo fa solo nel momento in cui gli accertamenti (leggi gli “aggiornamenti”) permettono che sia sciolta la prognosi, in questo caso accettiamo con difficoltà che lo stesso metodo scientifico applicato alla medicina valga anche per la meteorologia. Lo ripeto, anche se l’ho già detto tante altre volte: non lo accettiamo per un problema culturale. Perché non esiste una cultura su questi temi che ci apra gli occhi. Ecco spiegato il motivo per cui crediamo tanto agli indovini e poco ai meteorologi.
 
Ecco il servizio realizzato dalla redazione di Cilento Channel relativo al tempo previsto per il Pasqua e pasquetta.

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Giuseppe Stabile Copyright 2018  Meteocilento - Riproduzione Riservata

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