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LE GELATE DA INVERSIONE TERMICA

SOLO CON CIELO SERENO, ECCO PERCHÈ

Mercoledì 6 dicembre ore 17:00

Molto spesso, durante la stagione invernale, nelle vallate e pianure interne, ma talvolta anche in prossimità della costa, la temperatura durante la notte o nelle primissime ore della giornata scende al di sotto di 0°C con conseguenti gelate o brinate. Non sempre questo fenomeno si verifica in coincidenza di ondate di freddo, per cui è assolutamente fuori luogo, in queste circostanze, parlare di ondata di gelo. Ha approfondito l'argomento il collega Angelini.

brina

Notti diverse: quando si hanno condizioni di cielo sereno, il calore del terreno, che si presenta sotto forma di radiazione elettromagnetica nella lunghezza d’onda dell’infrarosso, viene disperso verso lo spazio tramite il processo dell’irraggiamento. Nasce il fenomeno dell’inversione termica. più evidente ed accentuato nei mesi invernali.

In tal modo il suolo si raffredda velocemente e con esso, per conduzione, anche gli strati a suo stretto contatto. Il raffreddamento parallelamente causa anche l’aumento dell’umidità relativa che, qualora raggiunga il valore massimo del 100% condensa e causa la formazione della nebbia. Questo processo pertanto, laddove ci troviamo in ambiente a temperatura prossima allo zero, può portare a brinate e a formazioni di ghiaccio al suolo.

La nebbia è quindi uno strato di nubi appoggiato al suolo, che si forma in conseguenza di cieli inizialmente sereni. Perchè poi se queste nubi si sollevano impediscono la formazione di brina e di gelo? Se gli strati nuvolosi si trovano staccati dal suolo (condizioni di cielo nuvoloso o coperto) viene meno il processo di irraggiamento notturno. In pratica la radiazione infrarossa viene intercettata dalle nubi e riflessa, con il risultato che il calore rimane intrappolato nei bassi strati.

Le nubi infatti fungono da schermo e il suolo non può raffreddarsi. La temperatura non scende, pur in orario notturno, ma attenzione, in questo modo viene anche a mancare quasi del tutto anche la condensazione dell’umidità degli strati più bassi dell’atmosfera.

La nebbia dunque non può formarsi, gli strati nuvolosi tradiscono infatti la presenza di un’inversione termica, non più al suolo, ma a mezza quota. Tutto questo impedirà pertanto anche il deposito di brina al suolo e la formazione di ghiaccio, perfino con ambiente a temperatura sotto lo zero. Si tratta in sostanza di una sorta di effetto serra naturale.

Quando al mattino presto usciamo di casa, noteremo questi due fenomeni con un sensibile salto termico sulla nostra pelle: a parità di temperatura, in caso di cielo sereno e di ambiente brinato sentiremo un freddo pungente, in caso di cielo coperto invece diremo: “Stamattina fa caldo”.

Autore: Luca Angelini (Meteobook)

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