Tessera

Archivio storico

archivio news

LE ONDATE DI CALDO E LE PREVISIONI TERRORISTICHE

Sabato 10 giugno ore 13:00

 

caldo1Il nostro bacino del Mediterraneo si trova a due passi dal continente africano, una vasta zolla che si scalda notevolmente durante la stagione estiva: il suolo desertico, la bassa umidità dell’aria e l’efficienza della radiazione solare sono tre fattori che sono in grado di portare le temperature a valori così elevati da superare tranquillamente i 40 °C. È sempre stato così da quando esiste
la circolazione generale dell’atmosfera e continuerà a essere così fino a quando esisterà la Terra.
 
La vicinanza dell’Italia a queste latitudini facilita senza dubbio le avvezioni di aria sahariana, specie da quando le espansioni meridiane dei promontori in quota di matrice subtropicale continentale sono diventate più frequenti delle espansioni zonali del campo di alta pressione di matrice subtropicale marittima a cui fa capo l’Anticiclone delle Azzorre. Probabilmente si tratta di un effetto del cambiamento climatico che ha modificato la circolazione dell’atmosfera spostando in questo caso la fascia anticiclonica subtropicale verso nord: una caratteristica ben nota alle nostre latitudini durante tutto l’anno, vista la fatica che di solito fanno le perturbazioni atlantiche nel riuscire a transitare sulle nostre regioni.
Cambiamento climatico a parte, le ondate di caldo dal nord Africa sono sempre entrate a far parte dei nostri annali climatici, alla pari di tutti i fenomeni che fanno parte del nostro campionario meteorologico. Insomma, anche loro fanno parte del nostro clima, basta chiederlo ai nostri nonni o ai nostri padri: non c’è da meravigliarsi più di tanto. Quando era in arrivo un’ondata di caldo, i meteorologi di venti, trenta o quarant’anni fa la annunciavano parlando semplicemente di “caldo intenso in arrivo”: niente di più e niente di meno. Era un’informazione asciutta, essenziale e che NON usava toni che potevano incutere timore, ansia e preoccupazione nell’utente che li ascoltava, perché il ruolo della meteorologia era semplicemente quello di fornire un servizio utile al cittadino e non quello di richiamare spettatori per assistere a un numero circense. Anche oggi, fortunatamente, i meteorologi che fanno questo tipo di informazione esistono, ma la loro voce non passa attraverso gli amplificatori perché, per la dignità della meteorologia e per l’etica professionale che rispettano come se fosse la tavola dei dieci comandamenti, si limitano semplicemente a descrivere la situazione come si presenta realmente, soppesando le parole necessarie per presentare quella situazione. È un modo di operare che non stupisce e che oggi va controcorrente. Infatti, nell’era dei “mi piace” e delle “condivisioni”, cioè di quegli strumenti che possono essere usati per incassare introiti dalla pubblicità, viene invece ascoltato chi fa più rumore, chi incanta e chi spaventa con titoli a effetto. Ed ecco che allora il caldo è definito infernale, super, record, asfissiante e se non basta quello reale (temperatura letta sul termometro posizionato a norma) allora si ricorre a quello percepito (valore derivato), così i 40 °C si registrano da Nord a Sud senza problemi. Se per la televisione abbiamo il telecomando per cambiare canale, per internet abbiamo il mouse per non cliccare. Basterebbe poco...
 
Andrea Corigliano
fisico dell'atmosfera con
specializzazione in meteorologia
andrea cCopyright 2017 Meteocilento - Riproduzione Riservata

Articoli popolari

Articoli recenti

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per assicurarti la migliore esperienza di navigazione e per mostrarti messaggi pubblicitari personalizzati.
Per informazioni dettagliate sulla tipologia ed impiego dei cookie in questo sito web ti invito a cliccare sul tasto "Approfondisci".
Se si prosegue alla navigazione su questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie.