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PRIMAVERA AL DEBUTTO:

ECCO CHE COSA CI DOBBIAMO

ATTENDERE NEI PROSSIMI MESI.

Sabato 25 febbraio ore 19:30

prato arcobalenoCon il 28 febbraio l’inverno meteorologico si congederà e lascerà il posto alla primavera. Entriamo così nel trimestre di transizione che gradualmente ci farà passare dalla stagione fredda a quella calda e che, dal punto di vista dell’evoluzione meteorologica, si spera proponga un tipo di tempo consono al periodo e quindi il più possibile in linea con la climatologia. Solo in questo modo, infatti, riusciremo
a comprendere quali sono le caratteristiche di questa stagione senza rischiare di prendere lucciole per lanterne e considerare magari “pazza” una certa dinamica atmosferica.
 
Non vogliamo certamente proporre ora una previsione meteorologica nel senso vero del termine che valga fino a maggio anche perché sarebbe priva di fondamento scientifico, bensì focalizzare l’attenzione sulle linee guida della nuova stagione che sta per iniziare. Essendo un trimestre di transizione, in un normale avvicendamento tra masse d’aria è logico aspettarsi una successione tra fasi caratterizzate da tempo stabile e mite – perché l’aria calda di matrice subtropicale inizia a espandersi con più facilità verso le nostre latitudini – e fasi caratterizzate da tempo instabile e freddo perché il serbatoio di aria fredda presente alle alte latitudini, riempitosi durante la stagione invernale, si svuoterà poco a poco. L’alternanza tra queste due fasi rappresenta la primavera. Bisogna quindi abbandonare quel luogo comune, fin troppo diffuso, secondo cui è primavera solo quando splende il sole e le temperature arrivano magari a sfiorare i 20 °C; mentre ritorna l’inverno quando piove, nevica anche a 800-1000 metri e le temperature diminuiscono. Non c’è nulla di più falso: la primavera è come una medaglia sulle cui facce sono dipinte proprio queste due caratteristiche del tempo. Impariamo quindi a riconoscere “il volto stabile e mite della primavera” e “il volto instabile e freddo della primavera”. Nei prossimi mesi dovremmo essere quindi di fronte a un tipo di tempo che, se dovesse rispecchiare la climatologia, dovrebbe risultare variabile e soggetto a “sbalzi d’umore” proprio per la maggiore probabilità di interazione che si potrebbe avere tra masse d’aria dalle caratteristiche anche diametralmente opposte. Proprio per questo motivo, legato a questa dinamica atmosferica che proporrebbe contrasti termici più accesi, in questo periodo dell’anno diminuisce mediamente anche l’orizzonte temporale entro cui la previsione è affidabile.
 
andrea cAndrea Corigliano
(meteorologo, docente e divulgatore scientifico. Autore di "Atmosfera", collana sulla meteorologia).
 
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