ANDREA GIULIACCI

INTERVISTATO DA METEOCILENTO

Venerdì 13 settembre ore 12:10

215524750-5a0c8da0-92c9-4a86-bd41-686acfa6bdfaAndrea Giuliacci, noto meteorologo e climatologo del Centro Epson Meteo - Meteo.it, è una persona davvero speciale, un vero professionista, sempre disponibile; ho potuto apprezzare le sue qualità quando l'ho conosciuto di persona nel Maggio 2009, durante un corso di meteorologia organizzato dall'Associazione Meteonetwork presso il Centro Epson di Milano. Nei giorni scorsi ha concesso gentilmente un'intervista per meteocilento.it, di seguito riportata:

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meteocilento.it: Iniziamo parlando dell’estate appena trascorsa: molti si ostinano ad affermare che è stata anomala, più fresca e piovosa del normale; è giusta questa affermazione?

Andrea Giuliacci: Dipende da cosa intendiamo per normalità. Se normale è l’estate del 2012, eccezionalmente calda (la seconda più calda degli ultimi decenni, superata solo da quella del 2003), o comunque gran parte delle estati del nuovo millennio, allora sì: quella del 2013 è stata insolitamente fresca e piovosa. Ma la verità è che questa si è rivelata una delle estati più “normali”, ovvero più vicina alle medie di lungo periodo, degli ultimi anni: ha piovuto sì, ma non molto oltre la norma (almeno su base nazionale), e anche le temperature medie hanno fatto segnare valori vicini alla norma, tra l’altro con tre ondate di caldo intenso (in un’estate “normale” ci attendiamo 3-4 ondate), anche se non eccezionali per intensità e durata (ma questo non fa che confermare la “normalità” dell’ultima estate).

meteocilento.it: L’informazione proveniente dai siti amatoriali su internet, rappresenta un bene o un male per la meteorologia? Quali consigli darebbe agli utenti che si servono delle previsioni sul web?

Andrea Giuliacci: Il web è uno strumento potentissimo e lo ritengo anche utilissimo proprio per la facilità con cui si può accedere a preziose informazioni di svariato genere. Ahimè, il rovescio della medaglia è che spesso non si può verificare l’attendibilità dell’informazione e questo in campo meteorologico si sta rivelando un grande problema. Probabilmente l’unica soluzione sarebbe una sorta di “certificazione” a livello nazionale, rilasciata da istituti ufficiali e terzi, in grado di conferire autorevolezza ai siti che lo meritino. Ricordando comunque che tutti, più o meno autorevoli, più o meno professionali, hanno chiaramente il diritto di dire la loro sul web: l’informazione deve essere libera, si tratta solo di dare all’utente gli strumenti giusti per discriminare fra ciò che è scientificamente credibile e ciò che rappresenta – per così dire – semplicemente costume.

meteocilento.it: Le previsioni generate da script automatici, riguardanti aree geografiche molto ristrette (piccoli comuni), e con le varie applicazioni presenti su telefonini e tablet potrebbero, in futuro, annientare la figura del meteorologo?

Andrea Giuliacci: Lo ritengo molto difficile. I modelli fisico-.matematici sono il presente e il futuro della Meteorologia, ma mancando di capacità critica non potranno mai sostituire la valutazione umana. Porto spesso l’esempio di cosa potrebbe accadere affidandosi a previsioni emesse in automatico nel caso del passaggio di un uragano. Supponiamo di caricare l’uscita del modello per mezzogiorno, e che per tale orario al di sopra di una grande città il modello veda il passaggio dell’occhio del ciclone: ecco otterremo una previsione di cielo nuvoloso, senza piogge violente e con vento sì ma non eccezionale, quando magari nella mezz’ora precedente e poi in quella successiva si è scatenato il finimondo! Questo è solo un esempio, ma vi sono tanti altri aspetti della previsione che necessitano, inevitabilmente, dell’intervento umano.

meteocilento.it: Perché la traiettoria di una massa d’aria fredda è più imprevedibile rispetto a quella calda? Quali sono le difficoltà che incontrano i modelli matematici in tal senso?

Andrea Giuliacci: I modelli semplicemente non fanno altro che riflettere il diverso carattere delle due masse d’aria: quelle fredde rappresentano, anche dal punto di vista dinamico, una “discontinuità” più marcata, per cui risultano più evidenti sia per la matematica del modello che – nella realtà del mondo fisico - per i loro stessi effetti sull’ambiente.

meteocilento.it: Ritiene possibile che nei prossimi anni la nostra penisola possa rivivere un inverno simile al 1956?

Andrea Giuliacci: Lo ritengo in realtà poco probabile. Ondate di gelo e neve di portata storica, come quelle del 1929, 1956, 1985 e 2012 (che anche se con modalità e caratteristiche differenti si possono considerare egualmente eccezionali) si verificano con una cadenza di 25-20 anni. Ciò non significa che io lo escluda in assoluto, ma certo lo ritengo poco probabile.

Il sottoscritto ringrazia infinitamente Andrea Giuliacci per aver concesso questa intervista!

Giuseppe Stabile

giugliacci

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